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	<title>Il Buco Nero &#187; Libro Bianco</title>
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	<description>sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)</description>
	<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:19:31 +0000</pubDate>
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	<language>it</language>
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		<title>Storia di Matteo Martini</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 07:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.martini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono cresciuto con la convinzione che avrei fatto il ricercatore. Già ai tempi delle elementari, alla fatidica domanda: cosa vuoi fare da grande? La mia risposta era sempre la stessa: “voglio fare lo scienziato e voglio vincere il Nobel!” Queste erano le mie convinzioni, i miei sogni ed i miei progetti.
Mio padre è un tecnico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="0cm;">Sono cresciuto con la convinzione che avrei fatto il ricercatore. Già ai tempi delle elementari, alla fatidica domanda: cosa vuoi fare da grande? La mia risposta era sempre la stessa: “voglio fare lo scienziato e voglio vincere il Nobel!” Queste erano le mie convinzioni, i miei sogni ed i miei progetti.<span id="more-1505"></span></p>
<p style="0cm;">Mio padre è un tecnico dei laboratori di Frascati, ricordo con piacere le notti in cui insistevo per accompagnarlo a fare i turni per la “tessitura” della camera a deriva di KLOE, o l&#8217;entusiasmo che avevo quando, non ancora adolescente, mi portava in officina a vedere i lavori che stavano realizzando.</p>
<p style="0cm;">Tutto questo ha contribuito a far crescere in me la voglia di diventare un giorno uno “scienziato”.</p>
<p style="0cm;">Tutto il mio cammino di studi è stato incentrato intorno alla fisica, diploma di perito nucleare, laurea in fisica a 23 anni con 110, dottorato di ricerca. Sia la tesi di laurea che quella di dottorato sono state sull&#8217;esperimento KLOE. Questo ha contribuito ancora di più a far crescere il mio entusiasmo. Il mio sogno si stava realizzando, finalmente avevo una parte attiva nell&#8217;esperimento che avevo visto costruire. E poi &#8230;.</p>
<p style="0cm;">Finito il dottorato a 27 anni, età in cui le persone che avevano iniziato l&#8217;università con me ancora dovevano laurearsi, mi viene offerto con qualche difficoltà un assegno di ricerca. Difficoltà non dovute alle persone che mi sono accanto e che mi hanno seguito nella mia formazione, ma dovute ai soliti problemi di fondi, finanziamenti ecc. Alla fine si riesce ad ottenere un assegno co-finanziato con il dipartimento di energetica della Sapienza.</p>
<p style="0cm;">Qui inizia il mio iter di precario. Anzi, per dirla come sostengono alcune persone influenti in questo mondo, con un assegno di ricerca non sono neanche precario, sono un co.co.co che praticamente equivale a niente. Niente cartellino, niente contributi, niente straordinari, niente di niente.</p>
<p style="0cm;">In tutto questo poi c&#8217;è la situazione odierna, vincitori di concorso non assunti, art.36 da assumere, stabilizzandi. Per carità, spero con tutto il cuore che i miei “amici” (non solo colleghi) vengano assunti dopo tutti gli anni di precariato che hanno fatto. Ma io? Come co.co.co. il mio futuro non è incerto, è proprio nero. Neanche un discorso riguardo degli assegnisti e dottorandi da parte di “quelli che contano”, praticamente siamo invisibili.</p>
<p style="0cm;">Con l&#8217;attuale situazione, forse potrei sperare in un concorso tra minimo 5 anni con un assegno in scadenza il prossimo anno e quasi nessuna speranza di avere contratti temporanei.</p>
<p style="0cm;">Bene, questo è il quadro, questa è la mia situazione come quella di molti altri assegnisti e dottorandi della ricerca. La domanda che mi gira in testa allora è: cosa fare? Nell&#8217;attuale situazione io non posso inseguire il mio sogno di bambino, tutti i miei progetti, gli scenari immaginati stanno andando in fumo. Davanti a me ho però altre strade, ho meno di 30 anni, un buon curriculum e tanta esperienza fatta proprio grazie all&#8217;INFN. A questo punto, potrei inseguire il mio sogno all&#8217;estero dove avrei qualche possibilità in più e dove qualcuno con un pò di cervello poi ringrazierà lo stato italiano della formazione che mi ha dato. Oppure potrei trovare altre strade e lasciare il mio sogno di bambino. Questo non perché non abbia dato il massimo per raggiungerlo, ma perché qualcuno me l&#8217;ha portato via.</p>
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		<title>Storia di Alessio Sarti</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 22:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sarti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Da dove cominciare?
1996: Mi iscrivo all&#8217;Università &#8216;La Sapienza&#8217; di Roma. E vinco la Borsa di Studio Enrico Persico. Fisica&#8230; penso davvero siano stati anni bellissimi. Esco dallo scientifco Morgagni con 60/60 e&#8230; magia delle magie per iscrivermi all&#8217;universita&#8217; pago&#8230; 5 euro!
2000: La laurea. A dicembre&#8230; 110/110. Comincio a lavorare per la tesi in febbraio. Stavo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da dove cominciare?</p>
<p>1996: Mi iscrivo all&#8217;Università &#8216;La Sapienza&#8217; di Roma. E vinco la Borsa di Studio Enrico Persico. Fisica&#8230; penso davvero siano stati anni bellissimi. Esco dallo scientifco Morgagni con 60/60 e&#8230; magia delle magie per iscrivermi all&#8217;universita&#8217; pago&#8230; 5 euro!<span id="more-1532"></span></p>
<p>2000: La laurea. A dicembre&#8230; 110/110. Comincio a lavorare per la tesi in febbraio. Stavo per iniziare il lavoro su KLOE, ma un incontro con il prof. Ferroni (che uso` toni particolarmente convincenti) mi ha dirottato su BaBar. Inizia un periodo molto bello, di lavoro nel gruppo di Roma 1 come laureando di BaBar. Ho la possibilità di lavorare insieme a Riccardo, Luca, Marco, Fulvio, Marcello, Sharam, Cecilia, Daniele. E mi faccio 2 mesetti a SLAC.</p>
<p>2001: Il dottorato a Ferrara su BaBar. Scappo da Roma per non fare il militare e vincere subito un dottorato (quello di Roma era passato prima che mi riuscissi a laureare). Non volevo buttare un anno e cosi`&#8230; vado a Ferrara che all&#8217;epoca faceva l&#8217;esame a febbraio&#8230;. Parte il lavoro con Concezio e Livio. In stretto contatto con il gruppo di Roma. Parte la ricostruzione semiesclusiva del B. Comincio a masticare i decadimenti semileptonici del B..</p>
<p>2002: 1 annetto a SLAC. L&#8217;anno piu&#8217; produttivo e stimolante del dottorato. Maria mi raggiunge per 2 mesi. Li&#8217; con la comunita` italiana si va avanti a lavoro 14 ore al giorno e cazzeggio le restanti ore (per chi ce la fa). Si gettano le basi per la misura di Vub. Faccio il Run Quality Manager di BaBar per 6 mesi. Condividere la casa a SLAC con Fabio e&#8217; stata una delle cose piu&#8217; belle della mia storia di fisico.</p>
<p>2003: Finisce il dottorato. Misura di Vub semileptonico. Miglior misura inclusiva (all&#8217;epoca). E&#8230; la cosa piu` importante: mi sposo. La famiglia Sarti comincia a fare i primi passetti nel mondo&#8230;</p>
<p>2004: Febbraio. Conseguo il dottorato con giudizio ottimo. La parentesi Ferrarese termina. Termina anche l&#8217;avventura in BaBar (no posti no party). Parte l&#8217;avventura di LHCb: A Frascati c&#8217;e` la possibilita` per un assegno di ricerca e a caval donato (dietro concorso) non si guarda in bocca! Dimentico la fisica degli anelli e+e- e cerco di imparare quella dei collisori pp. E dopo tanta analisi&#8230; tanto hardware. Partecipo alla costruzione, test, monitoraggio, assemblaggio e installazione delle camere proporzionali del sistema di rivelazione di muoni di LHCb.</p>
<p>2005: Nov. Parte l&#8217;avventura da dipendente dell&#8217;INFN con un art.23! E cominciano, oltre all&#8217;hardware le prime avventure di analisi&#8230; in preparazione all&#8217;arrivo dei dati da LHC! Divento membro della commissioning task force del sistema mu. Sviluppo i software di test, collaboro al mantenimento del software di simulazione. Mi occupo delle analisi B in hh, B in J/Psi Phi, Bs mumu&#8230;. Promuovo e contribusco alla nascita del Comitato Italiano Per la Promozione dell&#8217;Analisi per facilitare la collaborazione dei fisici italiani e l&#8217;ingresso di neofiti in LHCb.</p>
<p>2005: Vengo dichiarato idoneo in un concorso a ricercatore (III livello). Ma non arrivo primo&#8230;.. Nel frattempo arriva Davide! Nasce il 30 Novembre, poco dopo il concorsone per art. 36 che ho fatto con il cellulare acceso in mano alla commissione (doveva nascere 2 settimane prima e temevo di dover piantare tutto e correre all&#8217;ospedale)</p>
<p>2007: Ci credo, ci spero. Mussi&#8230; forse e` la volta buona. E invece. Niente da fare&#8230; Ottengo un rinnovo per 6 mesi (per evitare di fare i 3 anni che magari mi renderebbero stabilizzando). Poi un nuovo contratto. Su fondi esterni. Ed il resto e` storia. Gia&#8217; che ci siamo arriva anche elisabetta! Il 15 giugno 2007 nasce dopo un lungo travaglio ben giustificato dai 4.05 Kg di peso.</p>
<p>Ad oggi sono 5 anni di precariato, tutti su LHCb. Adesso che posso cominciare a divertirmi con il giocattolino che ho sudato per costruire, far funzionare, perfezionare&#8230;.. mi mandano a casa senza passare dal via&#8230;. chissa` chissa` Soprattutto per la moglie (unica che ha un lavoro degno di questo nome e che porta i soldi a casa) e per i due figli che faticosamente muovo i primi passi nella scuola materna e negli asili (privati :(&#8230;) della capitale!</p>
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		<title>Storia di Francesco Cusanno</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 04:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia situazione è purtroppo abbastanza comune e simile a molti, forse la maggioranza, dei laureati in fisica che hanno avuto la cattiva idea di voler fare ricerca e di cercare di farla in Italia negli ultimi 10 anni: laureato appunto in fisica a La Sapienza nel 2000 (108/110, nemmeno 110/110, ma che pretendo?), dottorato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia situazione è purtroppo abbastanza comune e simile a molti, forse la maggioranza, dei laureati in fisica che hanno avuto la cattiva idea di voler fare ricerca e di cercare di farla in Italia negli ultimi 10 anni: laureato appunto in fisica a La Sapienza nel 2000 (108/110, nemmeno 110/110, ma che pretendo?), dottorato in Fisica a Roma Tre nel 2005 su un&#8217;attività incentrata su un esperimento a Jefferson Lab, laboratorio negli USA. <span id="more-1104"></span>Nel frattempo un contratto di 4 mesi con La Sapienza (co.co.co per attività di ricerca), due Borse di studio INFN per neo-laureati, un contratto di 9 mesi con l&#8217;ISS (co.co.pro per attività di ricerca), poi due assegni di ricerca INFN per continuare l&#8217;attività di ricerca incentrata a Jefferson Lab (che di questi tempi ha appena avuto l&#8217;approvazione per un "upgrade" di 300 milioni di USD). Non mi metto ad elencare le presentazioni a congressi e conferenze internazionali, di un paio dei quali ho collaborato a organizzare, ho 48 pubblicazioni su riviste internazionali, di cui forse una mezza dozzina a primo nome, ormai anche questi conti preferisco non farli perché servono solo ad avvilirmi. Oltre a occuparmi di apparati e rivelatori, ma anche analisi dati, in fisica dei nuclei, ho anche una preparazione ed esperienza nello sviluppo di rivelatori avanzati per diagnostica medica (di quello mi sono occupato a La Sapienza e all&#8217;ISS).</p>
<p>Dopo 8 anni di attività di ricerca post-laurea, di cui 3 anni e mezzo post-PhD, ancora non sono neanche un precario, ma un sotto-precario, in quanto, pur ovviamente avendo svolto sempre nella pratica una attività assolutamente comparabile con quella di un ricercatore, nessuno dei contratti avuti o in essere si configura come lavoro subordinato, nemmeno un mese, nemmeno un giorno (per ovviare a questa "ingiustizia" il governo ha pensato bene di "ammazzare i precari"). Di concorsi in otto anni l&#8217;INFN ne ha bandito uno, l&#8217;ISS per fisici ha bandito in tutto due o tre posti, il CNR e La Sapienza non si discostano di molto da questo "trend", l&#8217;ENEA fondamentalmente ha bandito solo posti per assumere parte dei precari che già aveva da prima del 2000 (ne conosco diversi), insomma le probabilità di essere assunto sono state praticamente quasi nulle, indipendentemente dalle capacità.</p>
<p>Probabilmente se fossi all&#8217;estero invece di essere poco più di uno studente avrei un contratto da 40 mila euro all&#8217;anno, certamente non a tempo indeterminato, ma in paesi dove quasi tutti i posti sono a tempo determinato e dove comunque i contratti a tempo determinato non sono discriminatori rispetto a quelli a tempo indeterminato.</p>
<p>D&#8217;altra parte andare all&#8217;estero è ormai una opzione sempre più concreta, viste le prospettive sempre più buie nel nostro paese. Avrei dovuto pensarci prima, probabilmente.</p>
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		<title>Storia di Anna Favaro</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 11:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono Responsabile Amministrativo dei LNL.
Da quasi tre anni ho questa responsabilità, senza che mi venga pagata l&#8217;indennità di responsabilità per disguidi dell&#8217;INFN, chiamiamoli così. Ad oggi pare che non mi verranno mai pagati gli arretrati a partire dal 2/10/2006 ma solo l&#8217;indennità del 2008 che però non ho ancora visto. Vi ricordo che sono circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono Responsabile Amministrativo dei LNL.</p>
<p>Da quasi tre anni ho questa responsabilità, senza che mi venga pagata l&#8217;indennità di responsabilità per disguidi dell&#8217;INFN, chiamiamoli così. Ad oggi pare che non mi verranno mai pagati gli arretrati a partire dal 2/10/2006 ma solo l&#8217;indennità del 2008 che però non ho ancora visto. <span id="more-998"></span>Vi ricordo che sono circa 350 euro lordi al mese, indennità che serve per pagarsi un&#8217;assicurazione per possibili e non così remoti giudizi di responsabilità amministrativa e contabile.Nessuno si è mai degnato di spiegarmi qualcosa ufficialmente.</p>
<p>Sono costretta a gestire un servizio assai importante di 6 mesi in 6 mesi, con tutto quel che ne consegue, non voglio essere prolissa.</p>
<p>Da marzo sono tra quelli che molto probabilmente rimarrano a casa, visto che non ho i requisiti per essere stabilizzata.</p>
<p>Ho avuto 3 mesi ex art. 6, poi un anno di co.co.co, poi due anni con 4 proroghe una di 1 anno e due di 6 e ora ho cominciato la quarta proroga di 6 mesi.</p>
<p>Vi ringrazio per l&#8217;iniziativa</p>
<p>Ciao</p>
<p>Anna</p>
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		<title>Storia di Un Ricercatore Che Vende I Suoi Risultati Scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 22:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Storia di un Ricercatore che vende i suoi risultati scientifici

Ebbene sì, oramai non mi resta altro che vendere i miei risultati scientifici. Direte voi, è normale: si lavora e si viene pagati. Certo, rispondo io, però dodici anni fa avevo una visione diversa della ricerca: dopo la laurea, contento della mia lode e del concorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Storia di un Ricercatore che vende i suoi risultati scientifici</p>
<p></strong></p>
<p>Ebbene sì, oramai non mi resta altro che vendere i miei risultati scientifici. Direte voi, è normale: si lavora e si viene pagati. Certo, rispondo io, però dodici anni fa avevo una visione diversa della ricerca: dopo la laurea, contento della mia lode e del concorso di dottorato vinto, pensavo che una delle più grandi gratificazioni del mondo della ricerca fosse il riconoscimento del proprio operato e dei risultati ottenuti. Ho sempre ritenuto che il salario fosse un qualcosa di necessario per sopravivvere ma non che fosse lo scopo del lavoro.<span id="more-994"></span></p>
<p>Dopo vari anni passati con contrattini a 800-1250 euro al mese, mi sono ritrovato per due anni a fare ricerca a spese mie. Mi sono detto: faccio ricerca &#8230; com&#8217;è possibile che non riesco a trovare uno stipendio? Detto, fatto: adesso guadagno in media circa 4500 euro al mese &#8230; non male <img src='http://www.buconero.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come faccio? Semplice. Grazie alla mia esperienza mi ritrovo a lavorare su ricerche di frontiera, ad essere invitato a congressi internazionali, a divulgare il mio lavoro tra le varie università in giro per il mondo, ed a <strong> vendere i miei risultati scientifici</strong>. Il meccanismo è molto semplice: c&#8217;è chi lavora (ad esempio io), chi paga (ad esempio gli istituti/università dei professori che contatto) e chi firma gli articoli (ad esempio i professori di ruolo) <img src='http://www.buconero.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Cerco un argomento vicino ai precedenti lavori del professore di turno e non troppo distante delle mie competenze, ci lavoro un po&#8217; su, faccio una prima stesura, la invio al professore e gli chiedo se vuole collaborare con me. Naturalmente la risposta è spesso sì. A questo punto gli chiedo se può pagarmi una trasferta, una borsa di studio, un qualcosa. Per un articolo chiedo 3000-8000 euro, a secondo della situazione. Se mi risponde sì, completo l&#8217;articolo, vado da lui e glielo mostro, prendo i soldi, aggiungo il suo nome alla lista degli autori (a volte tolgo il mio, se sono soddisfatto dell&#8217;importo ricevuto), ed il gioco è fatto. Siamo tutti contenti!</p>
<p>Finalmente ho trovato un modo per mettere a frutto il lavoro che faccio <img src='http://www.buconero.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Un saluto a tutti voi,</p>
<p><strong>un Ricercatore che vende i suoi risultati scientifici</p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Storia di Antonello Paoletti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 01:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libro Bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Faccio parte dell&#8217;INFN da quasi 7 anni come sviluppatore web presso i laboratori nazionali di Frascati. Ho iniziato nel dicembre 2001 come co.co.co. in quello che diventerà il "Servizio Coordinamento Banche Dati Ricerca" (Dataweb) sviluppando applicazioni per i laboratori e l&#8217;amministrazione centrale. Il contratto di collaborazione è durato circa 3 anni, durante i quali ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio parte dell&#8217;INFN da quasi 7 anni come sviluppatore web presso i laboratori nazionali di Frascati. Ho iniziato nel dicembre 2001 come co.co.co. in quello che diventerà il "Servizio Coordinamento Banche Dati Ricerca" (Dataweb) sviluppando applicazioni per i laboratori e l&#8217;amministrazione centrale. Il contratto di collaborazione è durato circa 3 anni, durante i quali ho contribuito a sviluppare piattaforme web attualmente utilizzate in tutte le sedi. <span id="more-666"></span>Il frutto nel nostro lavoro ha permesso alle diverse amministrazioni, locali e centrale, di automatizzare e velocizzare processi altrimenti basati su carta. Abbiamo permesso di automatizzare, o migliorare il funzionamento, di procedure sia di natura amministrativa che scientifica o economica. La gestione dei preventivi, così come dei consutivi e delle assegnazioni è ormai stabilmente a carico del nostro servizio, allo stesso modo la formazione, i fondi FAI, le assicurazioni, le pubblicazioni, le tesi, i tiraggi di cassa e qualsiasi altro sito web legato al portale INFN. Successivamente ai 3 anni da collaboratore, ho avuto il primo contratto da dipendente, che fra proroghe e liquidazioni arriva fino ad oggi, anzi.. al 30 novembre. Essendomi diplomato nel 2001, (classe 1982) ho iniziato a lavorare e studiare sin da subito ed ho conseguito la laurea triennale in Ing. Informatica a fine 2005. Sono ancora iscritto alla facoltà di ingegneria e confido di conseguire la laurea magistrale nel prossimi anni. Associo questi 7 anni ai più bei successi della mia vita, perché lavoro in un ambiete ideale e tutto ciò che vi ruota intorno funziona al meglio. Il lavoro va alla grande e le soddisfazioni arrivano ogni giorno sotto forma di stimoli, sfide e perché no.. complimenti. A volte è dura ma il più delle volte è un successo e non vedo perché tutto questo non debba continuare..</p>
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